Da Pete

Aguereberry Point — Death Valley al Chiarore Alpino
Pete Aguereberry arrivò nella Death Valley intorno al 1905, un immigrato basco in cerca di ciò che tutti gli altri cercavano: una rivendicazione, uno sciopero, un futuro che potesse valere la pena. Trovò l'oro nella miniera di Eureka a Harrisburg Flat e rimase. Rimase per quarant'anni, molto tempo dopo che la maggior parte degli altri cercatori si era spostata o aveva rinunciato. A un certo punto di quel lungo periodo costruì una strada accidentata fino al punto più alto della catena Panamint che ora porta il suo nome, in parte per mostrare ai suoi soci l'intera scala della valle in cui stavano lavorando.
La vista da Aguereberry Point — 6.433 piedi sopra il fondo della Death Valley — non è sottile. Le saline si trovano sotto, le Black Mountains si ergono di fronte, l'intero bacino disposto come se qualcuno intendesse rendere la geologia leggibile tutta in una volta. È il tipo di vista che dà contenuto alla frase "grande paese".
Questa immagine non è esattamente quella vista. È un approccio ad essa — un ritratto più intimo del punto stesso, le rocce e la cresta in primo piano, la foschia della valle che si deposita a media distanza, il chiarore alpino di un pomeriggio morente che si trattiene sulle pareti montuose dietro. Il luogo, piuttosto che il panorama. Il luogo di Pete.
Stampa fotografica artistica di paesaggi della Death Valley
Il chiarore alpino illumina il panorama all'Aguereberry Point nella Death Valley al tramonto.

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